Ci siamo lasciati... E adesso???

Ci siamo lasciati…. E adesso???”

 Le chiavi per affrontare e superare una rottura sentimentale

 

Affliggersi per una relazione andata perduta è difficile, ma è l’unica strada per guarire.

   Susan J. Elliott apre così il suo articolo riferendosi alle difficoltà sperimentate con l’interruzione di un rapporto sentimentale.

Secondo l’autrice c’è un aspetto di fondamentale importanza, decisamente sottovalutato nella precedente letteratura: la necessità di riconoscere una normalità nello sperimentare sensazioni dolorose successivamente ad una rottura sentimentale. Dunque, rendiamo esplicito il fatto che sperimentare il dolore successivamente ad una rottura è normale e naturale.

Ciò che non risulta naturale è l’inclinazione a nascondere il proprio dolore, che la nostra società tende ad incoraggiare.

Beverly Raphael descrive dolore come una serie di fasi che, dopo una perdita, risultano necessarie per raggiungere uno stato di benessere.

S.J. Elliott ne identifica principalmente tre: 1- Shock e Negazione, 2- Rielaborazione e rinuncia dolorosa, 3- Accettazione, riorganizzazione e integrazione.

La gran parte del lavoro avviene nella fase centrale quando si sperimenta il tumulto emotivo e la sua elaborazione.

Vediamo le fasi del “processo del dolore” come descritte dalla Dott.ssa Elliott.

  1. Fase Uno: Shock e Negazione

Spesso quando la rottura è improvvisa può apparire difficile entrare in contatto con essa e confrontarsi con i pensieri e le emozioni che ne conseguono, tanto da renderli torbidi e confusi. Vi è chiusura e rifiuto di prenderne coscienza. Può durare un minuto, un giorno, settimane o mesi. Spesso vi è la tendenza ad evitare il cambiamento o a mettersi realmente di fronte alla difficile realtà dei fatti.

Questa è la fase in cui si potrebbe iniziare a chiamare o scrivere ad altre persone, evitare di parlare con amici o parenti e giocare al gioco “Se non lo ammetto, è un pensiero che andrà via”.

Se si ritiene difficile rimanere fermi sulla scelta della rottura e si mantengono i rapporti con il partner, vi sarà la tendenza ad abbandonarsi agli eventi. La sensazione predominante sarà di forte insicurezza e la conseguente percezione di non farcela ad andare oltre. In entrambi i casi, entrambe le persone, sono in dubbio se rompere realmente la relazione oppure no.

Al fine di superare tale fase risulta necessario compiere due passi: riconoscere ciò che è andato perduto e lavorare su tali aspetti.

  1. Fase due: Rielaborazione e rinuncia dolorosa

Se al momento della rottura non si era ancora creata la percezione dell’imminente separazione, è molto probabile che la fase precedente sarà di maggior durata.

In questo momento la sensazione che potresti provare è quella di aver ricevuto un pugno allo stomaco. Potresti avere l’impressione che il mondo si sgretoli sotto i tuoi piedi o che vi sia un inimmaginabile vuoto nella tua vita, impossibile da colmare. Ti potresti sentire perso, solo e incredibilmente affranto.

Queste sono le normali espressioni del dolore.

Rielaborare è una parte fondamentale del “processo del dolore”.

Questo può apparire sconvolgente in quanto può esservi la percezione di impotenza nel tentare di interrompere i pensieri relativi alla precedente relazione o al proprio ex partner. Potresti ritrovarti a dover raccontare le scene relative alla rottura più e più volte. Vorresti che la tua mente facesse scomparire ogni pensiero, ma questo non accade. Come se si ripresentasse all’infinito.

Questo può essere fastidioso, ma necessario. Pensare costantemente a questo non significa non andare oltre. Al contrario: significa superarlo. Sebbene possa sembrare assurdo, rimuginare costantemente non ti terrà legato al punto di partenza ma ti permetterà proprio di fare passi avanti.

Sì, ti farà impazzire concedere a questi pensieri di tornare più e più volte, ma ti basti sapere che il processo di guarigione richiede che si riproduca ancora e ancora il filmato nella tua testa al fine di “setacciare” ciò che ne rimane.

Piangere nel ricordo dei bei momenti, arrabbiarsi (di nuovo) pensando a quelli brutti, interrogarci su ciò che è andato storto.

Si, questa fase è difficile e dolorosa ma necessaria!

Solo perché tu non pensi ad altro o ritieni ci sia qualcosa di sbagliato in te, non significa che non ti sarà mai possibile uscirne e andare avanti. Puoi farlo…ma proprio partendo da questo!

In tale fase, come racconta Jovanotti “Ti trovo scritta su tutti i muri, ogni canzone mi parla di te” [Chissà se stai dormendo – 1992]: bombardato di “promemoria”, ti ritroverai a stringere i pugni per strada, maledicendo ciò che sta succedendo.

Evita di avere a che fare con l’ex e di condividere con lui ogni piccolo pensiero. Non aiuta, non ne vale la pena e rallenta il processo.

  • La devastazione. Tornare alle scene della rottura…

La persona di cui sei innamorato, e che pensavi lo fosse di te….ti dice che è finita. Anche se c’era da aspettarselo e non si andava d’accordo da tempo… si è devastati.

Non sapere che la rottura è ormai prossima…ti lascerà ancora più devastato.

Se finisce per un tradimento, per bugie o per un qualsiasi tipo di abuso, sarà ancora più sconvolgente. Anche se la tua situazione non rientra tra queste, non minimizzare i tuoi sentimenti, non dire “Oh, non è andata poi tanto male!”.

E’ andata com’è andata, e questo fa male. E’ quanto ti serve sapere.

Non razionalizzare o giustificare ciò che stai provando: le emozioni non sono giuste o sbagliate. Sono come sono e sono tue.

Non confondere il dolore che provi con i sentimenti che hai per la persona persa. L’intensità del tuo dolore ha a che fare con la tua sensibilità, con altre perdite irrisolte della tua vita e con quanto altro stai perdendo con questa rottura. Il dolore è normale e benefico, anche se la sensazione che hai non lo è.

  • Disorganizzazione e confusione

Dopo una rottura, puoi sentirti fisicamente incapace di fare qualunque cosa. Difficoltà a dormire, difficoltà a mangiare, difficoltà a pensare, ti verrà spontaneo emettere sentenza su chiunque, senza sapere dove ti porterà la strada che stai percorrendo.

Anche questo è perfettamente normale!

Fa tutto parte della disorganizzazione a cui ti conduce il dolore. Ti sentirai in frantumi, oberato di emozioni e sensazioni.

Il dolore conduce a confusione e disorganizzazione.

Perché il processo del dolore abbia successo, le emozioni devono essere espresse e la disorganizzazione e confusione gestite come una loro conseguenza naturale.

E’ una fase del processo di guarigione e sarai fiero di te stesso quando riuscirai a superarla.

La tristezza e la disorganizzazione si fanno sentire molto di più in chi le sperimenta per la prima volta. Soprattutto si tenta di eliminarle e reprimerle.

Meglio di no! E’ difficile ma devi concederti di cadere a pezzi: concedete a voi stessi di disorganizzarvi e confondervi.

Riconosciti come la vittima di un incidente e prenditi cura di te.

E’ come avere la mente annebbiata, una sorta di “influenza mentale”. Potresti avere difficoltà a ricordare le cose e gli appuntamenti presi. Scrivili!

Renditi conto che stai passando qualcosa di davvero difficile, perciò non è strano “perdere colpi”. Prova ad attaccare alcuni post-it per tenere a mente ciò che devi fare e non sovraccaricare l’agenda. Sii gentile con te stesso!

  • La rabbia

Dopo una rottura, la rabbia è una reazione appropriata.

Quando qualcosa ti è stato portato via, si prova rabbia.

La rabbia va bene ma agire mossi da essa…no! Puoi esternarla, parlarne, scriverne ed eventualmente scaricarla. Magari evita di scaricarla sugli altri.

Se provi a reprimerla perché la etichetti come “inaccettabile, cattiva o sbagliata”, lei troverà il modo di manifestarsi per altre vie! In molti rifiutano di riconoscerla ma poi finiscono per riversarla sul prossimo, ad esempio con atteggiamenti irritanti.

Vi sono vari modi di esprimere la rabbia repressa. Se state attraversando un periodo caratterizzato da uno stato d’animo inspiegabilmente negativo, si possono avere problemi di rabbia.

Non riconoscere la sensazione di rabbia e ciò che è andato perduto con la rottura può condurre ad un sovraccarico. Può essere un bene riconoscerla e tenerla a distanza, purché non venga scaricata su chiunque ci capita a tiro. Risulta dunque importante essere attenti quando ci sentiamo arrabbiati, per evitare di esprimerla verso chi non ne ha colpa. Questo non aiuta, come non aiuta neanche indirizzarla verso chi ne è la vera causa.

La tua rabbia deriva da te. Sei tu a sentirla dunque tu puoi gestirla.

Ecco alcuni modi con cui puoi affrontare e gestire gli stati di rabbia:

  1. Scrivere alle persone con cui sei arrabbiato, inclusi familiari ed ex fidanzati. (anche se alla fine deciderai di non farglielo recapitare!);

  2. Parlane con gli amici;

  3. Colpire un sacco da box;

  4. Rompere vecchi piatti;

  5. Fare esercizio fisico;

  6. Urlare in macchina.

Gli aspetti depressivi possono essere definiti anche come una rabbia espressa internamente. Al contrario a volte la rabbia risulta essere una tristezza espressa invece esternamente. Dopo aver dato sfogo alle sensazioni di rabbia ci si può sentire incredibilmente tristi ed esausti. Sappiate che la tristezza e la rabbia sono due facce della stessa medaglia.

  • Il senso di colpa

Il senso di colpa è una parte normale del processo del dolore. Non vi dovete preoccupare di quanto voi siate stati bravi nella precedente relazione. Partiamo dal presupposto che siamo esseri umani, dunque inclini all’errore e a ritenere giusti (o sbagliati) comportamenti che per altri non lo sono.

Il senso di colpa può indurti a pensare che sia tu la causa della rottura. L’obiettivo è riuscire a perdonarti. Iniziare a costruire pensieri differenti rispetto a questo ti permetterà di iniziare a stare meglio.

Se hai ancora il pensiero di come potresti risolvere il problema, se sei ancora preda del “Potevo-dovevo-volevo”, non c’è modo per te di approdare alle fasi successive!

Il senso di colpa spesso arriva dalla percezione di avere il controllo su ciò che accade anche quando così non è. Il senso di colpa nasce dalla difficoltà di accettare ciò che è accaduto, pensando che avresti (e ancora potresti!) far qualcosa per cambiare il corso degli eventi. Indietro non si torna, è andata così e così è. Tornare indietro non porterà a nulla di produttivo. Tutti fanno errori e se tu hai fatto un terribile errore, se a volte ti capita di sbagliare, fatti un favore e perdona te stesso! Assumersi la responsabilità delle proprie azioni è il miglior modo di fare ammenda per te ma anche per gli altri.

  • La ricerca

Dopo ogni perdita, la mente cerca di rimettere le cose nel modo in cui erano prima.

Se qualcuno o qualcosa si perde, parte l’impulso a cercarlo di nuovo. E’ il modo che ha la mente di tentare di ripristinare l’ordine delle cose per come "dovrebbero" essere. Da qui la necessità di ricerca.

Anche chi ha subìto la morte del partner tende a ricercarlo. Pensano di scorgerlo in mezzo ad una folla, impegnato in una telefonata. Questo è il processo del dolore, ove la mente prova a sospendere la realtà e tornare indietro nel tempo.

Anche nel caso di una rottura sentimentale, spesso accade che si accarezzi l’idea di rimettersi in contatto con l’ex. E’ bene ricordare che anche questo fa parte del processo del dolore, tuttavia sarebbe meglio evitare di “cedere alla tentazione”.

Quando sei distrutto e ricerchi la persona perduta, sei in uno stato in cui qualsiasi cosa dirai può e potrà essere usato contro di te successivamente.

Risulta difficile ma si supera. Meno si condivide con il precedente partner e più facile sarà andare avanti. Viceversa, più si condivide, più sarà difficile…

Compra un giornale, scrivi lettere senza inviarle, tieni le mani in tasca, chiama un amico dicendogli che stai impazzendo, vai al cinema…fa’ quello che vuoi ma NON metterti in contatto con lui.

Il desiderio di cercarlo e recuperare ciò che è andato perduto sarà come un bisogno primario, una pulsione che chiede di essere soddisfatta. Non farlo: non ti aiuterà!

Resisti all’impulso e muoviti verso la ricerca di emozioni positive, senza fare passi indietro. Siediti coi tuoi pensieri ed emozioni e ricorda che è una fase e che andrà meglio. Evita i social-network. Lascia il telefono in macchina se non riesci a farne a meno, ma non fare nulla per ricontattarlo!

Queste emozioni e tentazioni potrebbero farti compagnia a lungo. Non sarà facile né piacevole ma otterrai molto altro. Circondati di persone che ti supportano, mangia bene, fai esercizio fisico e coltiva nuovi interessi e affetti: sono questi i tuoi obiettivi.

Ce la farai. E’ temporaneo. Ce la puoi fare!

Non ascoltare chi ti dice di non sprecare lacrime per questa persona. Quelle sono le lacrime per la TUA perdita, non per altre persone.

Non ascoltare chi ti dice “Il mare è pieno di pesci!”. E’ la classica frase di chi non è a suo agio col tuo dolore. Ma, sai che c’è? Non è un tuo problema se stanno così. Il tuo compito è “vivere” la tua perdita, imparare a conviverci. Solo così potrai davvero superarla.

Non metterti pressione, non forzarti se ancora stai accusando il colpo. Ognuno ha i suoi tempi di ripresa e tu non sei da meno!

  1. Fase tre: Accettazione, Ricognizione e Integrazione

Accettazione’ non significa aver trovato la felicità, bensì è la fine di un lungo processo di ricerca della pace interiore.

Se hai da lavorare, riesci ad andare a lavoro; se vuoi dormire, riesci ad addormentarti. ‘Accettare’ è quando puoi sederti e comprendere quanto ti viene detto.

Probabilmente hai imparato molto su te stesso e su ciò che vuoi fare del tuo futuro, su chi vuoi essere e chi vorrai al tuo fianco.

Avrai imparato a fare di te stesso la priorità della tua vita e a pretendere di essere trattato con amore, dolcezza e rispetto. Come meriti. Impararlo è fondamentale!

L’‘Integrazione’ è invece quando sei realmente grato della presenza del tuo ex nella tua vita. Si può sempre imparare qualcosa dalle storie passate. E’ quando puoi apprezzare questi pensieri senza soffrire o desiderare la persona persa.

Quando si è in grado di trattenere le cose positive che il tuo ex compagno ti ha dato, senza sentirne la mancanza. Questa è la fase di integrazione, tra gli aspetti positivi del passato e la propria vita presente.

Riassumendo…

  1. Shock e Negazione: Vi sarà un primo momento caratterizzato dalla difficoltà ad accettare la rottura con la conseguente negazione della realtà dei fatti.

    • Cosa fare? Ammettere a se stessi ciò che è avvenuto e riconoscere ciò che è andato perduto.
  1. Rielaborazione e Rinuncia dolorosa: Raggiungere tale fase implica l’aver preso coscienza dell’accaduto. Il passo è doloroso e le sensazioni che l’accompagnano sono il sentirsi perso e incredibilmente affranto.

    • Cosa fare? Evitare contatti con l’ex partner – Raccontare, pensare e rielaborare l’evento della rottura accogliendo il dolore che ne deriva senza cacciarlo – Concedersi di cadere a pezzi e di avere qualche accortezza in più verso noi stessi – Imparare a riconoscere e gestire l’emozione della rabbia – Imparare a perdonarsi, non si ha il controllo di tutto ciò che succede.
  1. Accettazione, Ricognizione e Integrazione: Questa fase implica il ritrovamento di una pace interiore. Questa permette di riprendere le normali attività quotidiane. Vi è una maggior conoscenza di se stessi, di ciò che si vuole e di quanto si vale. Si raggiunge la capacità di integrare un passato che fino ad ora era vissuto come molto doloroso, con il presente.

Traduzione e Commenti Dott.ssa Sara Martinelli

Fonte “The Emotions of Grief After a Breakup” Dott.ssa Susan J. Elliot