Disturbi alimentari

  I Disturbi del Comportamento alimentare

1) Anoressia Nervosa

2) Bulimia Nervosa

3) Disturbo da Alimentazione Incontrollata

 

 

 

 

  1) Anoressia Nervosa

Come riportato nel DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) per Anoressia Nervosa si intende una condizione clinica caratterizzata da tre aspetti principali:

  1. Forte restrizione dell’apporto energetico relativo al bisogno, con un conseguente calo di peso al di sotto del minimo normale per età, sesso, evoluzione dello sviluppo e salute fisica.

Tale caratteristica nella pratica si presenta con l’eliminazione di alcuni cibi (i più frequenti sono pane, pasta, olio, dolci e carne rossa) e con una riduzione del numero dei pasti giornalieri. Tale condizione determina quindi un apporto calorico inferiore al fabbisogno quotidiano e il conseguente calo di peso.

  1. Intensa paura ad aumentare di peso o d’ingrassare, o comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, nonostante un peso significativamente basso.

  2. Anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo; inappropriata influenza del peso e della forma del corpo sulla propria autostima, o persistente perdita della capacità di valutare la gravità dell’attuale perdita di peso.

Questa terza condizione mette in luce due aspetti importanti strettamente connessi: da un lato vi è un’errata percezione della propria immagine corporea, che si esplica ad esempio con più frequenza nella percezione di alcune parti del corpo come “troppo grasse” , anche se si è in presenza di condizioni di sottopeso più o meno marcate. L’altro aspetto è rappresentato da una valutazione di se stessi che dipende completamente dal peso e dalla forma del corpo. Ogni minima variazione sarà quindi causa di cambiamenti del tono dell’umore e del livello di stima di sé stessi.

La gravità del disagio viene definita sulla base dell’Indice di Massa Corporea (rapporto tra il peso e l’altezza al quadrato) che permette di indicare la severità della condizione di sottopeso.

 

  2) Bulimia Nervosa

Come riportato nel DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) per Bulimia Nervosa si intende una condizione clinica caratterizzata da tre aspetti principali:

  1. Ricorrenti abbuffate oggettive.

Per abbuffata si intende ingerire, in un periodo di tempo circoscritto, una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili. Questa condizione si associa ad una perdita di controllo sull’atto di mangiare conducendo la persona ad un’alimentazione eccessiva e caotica.

  1. Ricorrenti comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso.

I comportamenti di compenso si attivano in seguito alle abbuffate. Ne sono degli esempi il vomito autoindotto, l’uso di lassativi e diuretici, il digiuno o l’esercizio fisico. L’obiettivo di tali comportamenti è quello di compensare l’eccessivo apporto calorico delle abbuffate attraverso strategie che permettono di non aumentare di peso.

  1. La valutazione di sé è inappropriatamente influenzata dalla forma e dal peso del corpo.

Come per l’Anoressia Nervosa l’aumento o il calo del peso sono determinanti per lo stato dell’umore e per l’autostima.

La gravità del disagio viene definita sulla base del numero di abbuffate che si svolgono nell’arco di una settimana. Queste possono andare da una severità lieve (da 1 a 3 a settimana) ad una severità estrema (oltre le 14).

 

 

 

  3) Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Come riportato nel DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) per Disturbo da Alimentazione Incontrollata si intende una condizione clinica caratterizzata da tre aspetti principali:

  1. Ricorrenti abbuffate oggettive.

Per abbuffata si intende ingerire, in un periodo di tempo circoscritto, una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili. Questa condizione si associa ad una perdita di controllo sull’atto di mangiare conducendo la persona ad un’alimentazione eccessiva e caotica.

  1. Le abbuffate si associano ad alcuni dei seguenti aspetti:

  • Mangiare molto più rapidamente del normale;

  • Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno;

  • Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;

  • Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;

  • Provare disgusto di sé, depressione o senso di colpa dopo aver mangiato.

  1. Le abbuffate suscitano sofferenza e disagio.

La gravità del disagio viene definita sulla base del numero di abbuffate che si svolgono nell’arco di una settimana. Queste possono andare da una severità lieve (da 1 a 3 a settimana) ad una severità estrema (oltre le 14).